L’apparato gastrointestinale ed i comuni problemi di digestione.
Quattro persone su dieci presentano qualche tipo di disturbo digestivo in un determinato momento.
Sette su dieci avranno un problema di digestione a un certo punto della propria vita.
- Bruciori di stomaco
- Gonfiore
- Flatulenza
- Eruttazione
- Costipazione
- Diarrea
- Colite
- Ulcere
- Gastrite
- Mal di stomaco
- Malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)
- Colite ulcerosa
- Morbo di Crohn
sono alcuni dei sintomi e delle patologie maggiormente frequenti.
Molto spesso, al manifestarsi di uno dei suddetti sintomi, la nostra prima reazione è quella di non contattare un medico, ma di provare a gestirlo autonomamente.
Quando questo non funziona e alla fine ci rechiamo dal medico, solitamente riceviamo la prescrizione di farmaci per la riduzione dell’acidità gastrica.
Meno sono i farmaci, meglio è.
La stragrande maggioranza delle persone è arrivata a considerare con diffidenza le cure farmaceutiche.
Lungi dall’essere infondato, tale scetticismo è stato confermato alcuni mesi fa in un articolo del Archives of Internal Medicine (Archivi di medicina interna), pubblicato dall’American Medical Association: è ormai dimostrato oltre ogni dubbio che i farmaci per l’acidità gastrica fanno più male che bene.
Gli autori affermano che questa specifica classe di farmaci risulta importante nei casi di gravi patologie dell’apparato digerente, dove è molto efficace, o quando la cura ha breve durata, ma questo non giustifica più di cento milioni di prescrizioni rilasciate ogni anno per farmaci di questo tipo.
Secondo i ricercatori, nella maggior parte dei casi la loro prescrizione non è indicata.
Per esempio, un farmaco riceve l’approvazione per la cura delle ulcere gastriche con un periodo massimo di cura pari a un mese ma, una volta sul mercato, viene utilizzato per curare bruciori di stomaco, mal di stomaco o indigestione per periodi che durano anni.
Il loro uso a lungo termine è stato collegato a una maggiore incidenza di infezioni, fratture vertebrali, un rischio complessivo più elevato di fratture, diarrea e persino polmonite.
I pazienti, così come i medici, nel proprio sforzo di ridurre l’intensità dei sintomi, ricorrono a cure farmaceutiche con indicazioni poco chiare, avviando così un circolo vizioso.
La domanda è: cosa possiamo fare per migliorare il funzionamento dell’apparato gastrointestinale?
Prima di fare qualsiasi cosa per migliorarlo dovremmo capire come funziona, più comprendiamo qualcosa, maggiore è il controllo che possiamo esercitare su di esso.

Apparato gastrointestinale, il pilastro della buona salute.
Molto spesso sentiamo dire che l’apparato gastrointestinale è il pilastro della buona salute.
Ma cosa significa veramente?
Ovviamente il ruolo del tratto gastrointestinale è l’assorbimento di nutrienti dal cibo.
Altrettanto ovvio è il fatto che tale funzione sia alla base del funzionamento di tutti gli altri sistemi dell’organismo umano.
Quando il corpo nel suo insieme non ha gli elementi necessari per eseguire le necessarie reazioni chimiche e per costruire i tessuti che lo compongono, lo stato di salute di ogni singola parte è minacciato.
Non c’è un solo organo che non risulti direttamente influenzato da una condizione di scarso assorbimento di nutrienti.
Tratto gastrointestinale e sistema immunitario
L’apparato gastrointestinale entra in contatto diretto con agenti esterni che entrano nell’organismo, quali cibo, farmaci, composti tossici, conservanti e microbi e costituisce, pertanto, una parte importante e integrante del sistema immunitario.
Lungo il tratto gastrointestinale vi è una moltitudine di linfonodi ed è abitato da trilioni di batteri.
Vi sono più linfociti (i globuli bianchi responsabili della difesa dell’organismo) in questa zona rispetto a tutti gli altri organi e linfonodi del sistema immunitario messi insieme.
Recenti scoperte pubblicate in un’edizione del 2010 della rivista Nature, rivelano che, con 3.300.000 geni, il DNA dei batteri situati nel nostro apparato gastrointestinale è circa 150 volte il DNA delle cellule umane.
L’ottantacinque per cento di questi batteri è probiotico, ossia assiste l’organismo nella propria funzione, mentre il 15% è indifferente o può diventare patogeno in determinate condizioni.
Antibiotici, dieta, stile di vita e stress possono sconvolgere l’equilibrio, determinando il manifestarsi di alcune patologie.
Inizialmente, gli autori dell’articolo hanno registrato la popolazione batterica che colonizza l’intestino umano. Hanno poi collegato tale cosiddetta flora intestinale a patologie, quale la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.
Una determinata alterazione della flora batterica intestinale in termini quantitativi e qualitativi si traduce in una specifica patologia.
Tale scoperta apre le porte a nuovi modi di gestire queste e altre patologie, sostituendo gli approcci terapeutici del passato.
Questi ultimi consistevano in una cura a lungo termine, comprendente farmaci pesanti, e i relativi risultati erano mediocri nella maggior parte dei casi.
Due cose sono evidenti:
- È necessario ripristinare la funzione naturale dell’intestino, affinché possa assorbire i
nutrienti
ed - È necessario ricostituire la flora intestinale.
Si tratta delle uniche due cose che possono cambiare in meglio il quadro complessivo della salute dell’individuo.
Si comprende l’entità dell’influenza dell’apparato gastrointestinale quando si considera il fatto che il 90% della serotonina umana è prodotta nel tratto gastrointestinale!
Attraverso questo neurotrasmettitore, il tratto GI ha un effetto diretto sulla funzione del cervello e del sistema nervoso.
Questo è il motivo per cui l’apparato digerente è talvolta denominato il “secondo cervello”.
Cosa si può fare?
- Ridurre la quantità di alimenti trasformati consumati o eliminarli completamente dalla dieta.
- Ridurre il consumo di zucchero e carboidrati trasformati (questi alimentano batteri e funghi patogeni, alterando sostanzialmente l’equilibrio della flora intestinale).
- Mangiare cibi fermentati (yogurt, formaggio, kefir).
Inoltre:
- È stato scoperto che l’assunzione di 2 grammi di glutammina al giorno prima di andare a letto contribuisce al ripristino della mucosa intestinale.
- L’assunzione di probiotici di qualità in quantità sufficiente contribuisce al buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale e risulta vantaggioso per la salute generale.
Queste raccomandazioni riguardano la prevenzione e il rafforzamento di uno stato sano.
Per la cura delle condizioni patologiche del tratto gastrointestinale sono richieste conoscenze specialistiche e la consulenza di un medico e di un nutrizionista clinico è obbligatoria.
Come menzionato nei precedenti articoli, la medicina è costantemente soggetta a cambiamenti, allontanandosi dalla cura della patologia verso il raggiungimento della salute.
Alla vostra salute!
Dr. Dimitris Tsoukalas, MD
Riferimenti:
– www.nature.com/nature/journal
– archinte.ama-assn.org/cgi/content/abstract
– www.natap.org/2010/newsUpdates
– www.nature.com/nri/journal/
– www.natap.org/2010/newsUpdates/