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Morbo di Crohn, Colite Ulcerosa e Perdita di Equilibrio del Microbioma Intestinale

Sappiamo che l’alterazione della normale composizione dei microbi intestinali è un fattore chiave nello sviluppo della malattia di Crohn e della colite ulcerosa.

Queste due malattie autoimmuni dell’intestino, insieme, sono chiamate malattie infiammatorie intestinali.

Qual è la causa?

Negli ultimi anni, c’è stato un grande aumento dell’incidenza delle malattie infiammatorie intestinali, che non può essere spiegata solamente dall’eredità.

I fattori ambientali sono ormai considerati fondamentali per lo sviluppo di queste malattie.

L’ipotesi più ampiamente accettata fino ad oggi sulla patogenesi delle malattie infiammatorie intestinali, tra cui il Morbo di Crohn e la colite ulcerosa, è che fattori ambientali come:

  • La dieta (consumo eccessivo di zuccheri, alcool e alimenti altamente trasformati)
  • Lo stile di vita (poca attività fisica, stress psicogeno)
  • Carenze di vitamine e altre sostanze nutrienti
    L’esposizione ad agenti tossici come prodotti chimici industriali, metalli pesanti e l’abuso di antibiotici

attivano una reazione patologica del sistema immunitario e causano un’infiammazione cronica della mucosa intestinale.

Microbioma intestinale – Che cos’è esattamente la disbiosi?

L’intestino umano ospita una vasta e complessa raccolta di trilioni di microbi, collettivamente denominati microbioma intestinale.

Nel 2007 sono stati lanciati due importanti progetti di ricerca per la registrazione del microbioma umano. Uno negli Stati Uniti – Human Microbiome Project – e l’altro in Europa – MetaHIT Consortium (Metagenomics of the Human Intestinal Act).

Oggi sappiamo che il microbioma intestinale è coinvolto in normali funzioni legate alla dieta e al sistema immunitario.

I microbi intestinali svolgono un ruolo attivo nella digestione del cibo, nonché nella produzione di determinate vitamine e sostanze nutritive. Producono grassi che regolano l’azione dei globuli bianchi e sostanze necessarie per il funzionamento del sistema ormonale e nervoso, come la serotonina.

I microbi “buoni” che si trovano nell’intestino, come i lattobacilli, inibiscono la crescita di altri microbi che potrebbero causare qualche malattia.

In passato, credevamo che molte malattie intestinali croniche siano causate da alcuni microbi patogeni. Oggi sappiamo che non sono dovuti a un microbo specifico, ma alla perdita di equilibrio tra i diversi gruppi di microbi che compongono il microbioma intestinale. Questo cambiamento nell’equilibrio del microbioma intestinale è descritto come disbiosi.


A. normale flora intestinale.
B. Disbiosi intestinale.

Il microbioma è costituito da migliaia di diverse specie di microbi appartenenti a 50 grandi gruppi o generi (Phyla). Tuttavia, il 90% del microbioma appartiene solamente a 4 generi:

  • Firmicutes che costituiscono il 50-75% del microbioma
  • Bacteroidetes che compongono il 15-25%
  • Proteobacteria
  • Actinobacteria

Il genere dei firmicutes include, ad esempio, lattobacilli, enterococchi, streptococchi e stafilococchi.

Mentre nel genere dei Bacterioidetes, appartengono i bifidobatteri presenti nello yogurt.

Questo cambiamento nell’equilibrio del microbioma intestinale è descritto come disbiosi.

La principale lesione osservata nella malattia infiammatoria intestinale è il restringimento di Firmicutes e l’eccessivo sviluppo di Proteobacteria.

La composizione del microbioma di soggetti sani è relativamente stabile nel tempo, mentre nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale è instabile. La composizione del microbioma intestinale cambia con gli sfoghi e le ricadute della malattia.

In passato, non era chiaro se il cambiamento del microbioma fosse il risultato dell’infiammazione o viceversa.

Tuttavia, prove più recenti suggeriscono che i cambiamenti microbici si verificano in soggetti con una predisposizione genetica a causa di fattori ambientali e che a questi segue l’infiammazione.

Interventi diagnostici e terapeutici nel Microbioma Intestinale

Una comprensione relativamente recente del ruolo del microbioma ha contribuito a sviluppare trattamenti più efficaci per le malattie infiammatorie intestinali.

I farmaci antinfiammatori, immunomodulatori e immunosoppressori mirano principalmente a controllare l’infiammazione nei pazienti con morbo di Crohn e colite ulcerosa.

Con il nuovo approccio, oltre a gestire i sintomi dell’infiammazione, è possibile intervenire sugli agenti causali reversibili della malattia.

La misurazione di piccole molecole, prodotte dai microbi intestinali, mappa l’equilibrio del microbioma in tempo reale.

In base alle condizioni del microbioma, vengono quindi formati trattamenti personalizzati basati sull’uso di:

  • Terapia antibiotica per sopprimere la crescita eccessiva di microbi patogeni, laddove necessario.
  • Microbi probiotici che promuovono il normale equilibrio del microbioma intestinale.
  • Nutrienti come vitamina D, B12, zinco, vitamina K, minerali e altro per correggere le carenze nel corpo.
  • Dieta Speciale.
  • Consigli sullo stile di vita.

La medicina oggi ha molti più strumenti a disposizione per aiutare i pazienti che soffrono di malattie infiammatorie intestinali.

La correzione della disbiosi, combinata con azioni che migliorano il ripristino del normale equilibrio del microbioma intestinale, è vitale per il miglioramento della salute di questi pazienti.

Buona salute.

Dr. Dimitris Tsoukalas
Fondatore
 della Clinica Medicina Metabolomica in Milano e Treviso

Autore del libro:

Come vivere 150 anni in Salute

PS: